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Coronectomia del dente del giudizio: cos’è, quando si fa e perché protegge il nervo?

Lug 30, 2026 | Chirurgia

Dott. Filippo Sartori Bortolotti

Riepilogo articolo

Coronectomia del dente del giudizio

Quando il dente non è estraibile in modo completo
Cosa succede alle radici dopo la coronectomia
Quando la coronectomia non si può fare
F.A.Q. pazienti
Dove eseguiamo questo trattamento

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A cura del Dott. Filippo Bortolotti Sartori · Chirurgia Orale · Dentalcoop Bologna

«Il vantaggio principale della coronectomia è la drastica riduzione del rischio di parestesia — cioè di perdita di sensibilità a labbro, mento e gengiva — che invece è un rischio concreto nell’estrazione tradizionale quando le radici toccano il nervo.»

Coronectomia del dente del giudizio: rispondiamo in 2 parole

La coronectomia (o odontectomia parziale) è una tecnica chirurgica che prevede la rimozione della sola corona del dente del giudizio — la parte che normalmente sarebbe visibile sopra la gengiva — lasciando le radici esattamente dove si trovano. Si sceglie questa strada quando il dente ha le radici in stretto contatto con il nervo alveolare inferiore; in questi casi un’estrazione completa comporterebbe un rischio elevato di parestesia (perdita di sensibilità permanente o prolungata). La coronectomia abbatte questo rischio in modo significativo, con un profilo di sicurezza superiore rispetto all’estrazione tradizionale.

Perché in certi casi non si può estrarre il dente in modo completo

Le radici del dente del giudizio inferiore corrono spesso molto vicino al canale che contiene il nervo alveolare inferiore: il fascio nervoso responsabile della sensibilità di labbro, mento e gengiva del lato corrispondente. Quando la vicinanza è critica — valutata con la CBCT (TAC Cone Beam), la tomografia tridimensionale che rende visibile con precisione il rapporto tra radici e canale nervoso — rimuovere le radici significa rischiare di stirare, comprimere o ledere il nervo.

In questi casi selezionati, la coronectomia è l’alternativa clinicamente più sicura: si elimina la parte che crea problemi (la corona, responsabile di infezioni e danni al dente vicino) senza avvicinarsi alle radici.

Cosa succede alle radici che restano dopo la coronectomia?

La domanda che quasi tutti i pazienti fanno è: “Le radici lasciate dentro non creeranno problemi?”

«Nel tempo le radici tendono a migrare verso l’alto, allontanandosi spontaneamente dal nervo», spiega il Dott. Bortolotti. «In alcuni casi, dopo qualche anno, è possibile rimuoverle con molta più sicurezza rispetto a quando avrebbero messo a rischio il nervo. In altri casi rimangono lì per sempre senza dare problemi.»

Le radici residue vengono comunque monitorate nel tempo con controlli radiologici periodici. L’eventuale necessità di rimuoverle in un secondo momento — possibile ma non la regola — viene valutata solo quando la migrazione spontanea le ha allontanate abbastanza dal nervo da rendere l’intervento sicuro.

Quando la coronectomia non si può fare: le controindicazioni

La coronectomia non è indicata per tutti i casi di dente del giudizio vicino al nervo. Le principali controindicazioni sono:

  • Infezione attiva del dente. Se il dente è infetto, lasciare le radici in sede potrebbe mantenere o propagare l’infezione: in questo caso si preferisce l’estrazione completa, gestendo il rischio neurologico con le massime precauzioni.
  • Radici già mobili. Se le radici non sono solidamente ancorate all’osso — condizione verificabile alla CBCT — la coronectomia non offre i vantaggi attesi.

Altre condizioni anatomiche o cliniche specifiche possono rendere la procedura non praticabile.

Per questo, «è fondamentale una valutazione clinica e radiologica accurata prima di scegliere questo approccio», precisa il Dott. Bortolotti.

F.A.Q. pazienti

La coronectomia è dolorosa o più invasiva dell’estrazione normale?

No, la coronectomia è generalmente meno traumatica di un’estrazione completa perché non richiede di lavorare in profondità vicino al nervo. Si esegue in anestesia locale, come qualsiasi estrazione dentale, e il decorso post-operatorio è comparabile — o spesso migliore — rispetto a un’estrazione tradizionale di un dente del giudizio incluso.

Dopo la coronectomia devo fare controlli particolari?

Sì. Le radici residue vengono monitorate con radiografie periodiche per seguirne l’eventuale migrazione verso l’alto e verificare che non insorgano complicazioni. La frequenza dei controlli è stabilita dal chirurgo in base al caso specifico.

C’è rischio che le radici lasciate in sede si infettino?

Il rischio esiste, ma è basso quando la selezione del paziente è corretta — cioè quando il dente non è già infetto al momento dell’intervento. I controlli periodici servono proprio a intercettare precocemente qualsiasi segnale anomalo.

Come faccio a sapere se ho bisogno della coronectomia o dell’estrazione normale?

Questa valutazione si fa in due fasi: prima una radiografia panoramica, poi — se emerge una vicinanza significativa al nervo — una CBCT per un’analisi tridimensionale precisa. Solo dopo questi esami il chirurgo può indicare quale tecnica è più indicata per il tuo caso.

Dove eseguiamo questo trattamento

La coronectomia del dente del giudizio è disponibile presso Dentalcoop Bologna, dove opera il Dott. Filippo Bortolotti Sartori, specializzato in chirurgia orale. Per la disponibilità nelle altre sedi della rete Dentalcoop consulta l’elenco completo delle cliniche.

Il tuo dentista ti ha parlato di un dente del giudizio a rischio per il nervo?

Una valutazione specialistica con CBCT è il primo passo per capire se la coronectomia è la scelta giusta nel tuo caso. Non serve aspettare che compaiano sintomi.

Prenota la tua visita presso Dentalcoop Bologna.

L’autore

Il Dott. Filippo Bortolotti Sartori ha conseguito la Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria presso l’Università degli Studi di Bologna (UNIBO). Presso lo stesso ateneo bolognese ha frequentato anche un Master universitario in chirurgia e implantologia. Attualmente ricopre anche il ruolo di Direttore Sanitario presso la struttura Dentalcoop di Carpi.

Iscritto all’Albo degli Odontoiatri di Bologna n. 01793

Disclaimer medico

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente divulgative e non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o la terapia di un medico odontoiatra qualificato. Ogni situazione clinica è unica: prima di intraprendere qualsiasi trattamento odontoiatrico è indispensabile una visita di valutazione presso uno studio dentistico autorizzato.

I trattamenti descritti in questo articolo sono eseguiti nei centri Dentalcoop da medici odontoiatri iscritti all’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri competente per territorio, nel rispetto della normativa vigente.

 

Pubblicato il: 30-07-2026 · Ultima revisione: 30-07-2026