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Dente fratturato: cosa fare subito e quali soluzioni esistono?

Lug 28, 2026 | Chirurgia, Conservativa

Dott. Filippo Sartori Bortolotti

Riepilogo articolo

Dente fratturato: cosa fare
Frattura superficiale
Frattura estesa alla corona
Frattura con nervo coinvolto
Frattura alla radice
F.A.Q. pazienti
Dove eseguiamo questo trattamento

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A cura del Dott. Filippo Bortolotti Sartori · Chirurgia Orale · Dentalcoop Bologna

«Quando un dente si frattura, la prima cosa da valutare è l’entità della frattura: quanto è profonda, se coinvolge la polpa del dente, se la radice è intatta. Da questa valutazione dipende tutto il percorso di cura».

Dente fratturato: rispondiamo in 2 parole

Non tutte le fratture dentali sono uguali: alcune si risolvono con una semplice otturazione estetica in composito nella stessa seduta, altre richiedono un intarsio o una capsula, altre ancora necessitano prima di una devitalizzazione (trattamento canalare) e poi di una ricostruzione con perno e corona. Nei casi più gravi, con la frattura che arriva alla radice, il dente non può più essere salvato. La variabile decisiva è sempre la profondità della frattura e se ha raggiunto il nervo o la radice.

Frattura superficiale: otturazione in composito nella stessa seduta

Se la frattura è limitata allo smalto (lo strato esterno) o alla dentina (lo strato intermedio) senza coinvolgere il nervo, il trattamento è diretto e rapido.

«Possiamo intervenire con un restauro diretto in composito, cioè una semplice otturazione estetica che ripristina la forma e la funzione del dente in una sola seduta», spiega il Dott. Bortolotti.

Il composito — una resina fotopolimerizzabile — viene modellato sul dente e sagomato per restituire la forma originale, con un risultato estetico molto naturale.

Frattura estesa alla corona: inlay, onlay o capsula

Quando la porzione mancante di dente è più ampia e un’otturazione diretta non garantirebbe la solidità necessaria, si valutano soluzioni indirette, realizzate su misura in laboratorio:

    • Inlay e onlay (intarsi): restauri in ceramica o composito che riempiono una cavità (inlay) o ricoprono una o più cuspidi (onlay). Offrono una resistenza superiore all’otturazione diretta e un’estetica di alto livello.
    • Capsula (corona protesica): quando la distruzione della corona è così estesa che inlay o onlay non bastano, si riveste l’intero dente con una capsula in ceramica o zirconia che lo protegge e lo ripristina nella forma e nel colore.

«Se la frattura è più estesa e ha distrutto una porzione consistente della corona del dente, la soluzione migliore può essere un inlay o un onlay, oppure direttamente una capsula», precisa il Dott. Bortolotti.

Frattura con nervo coinvolto: prima la devitalizzazione, poi la ricostruzione

Se la frattura ha raggiunto la polpa — la parte interna del dente che contiene il nervo e i vasi sanguigni — la situazione richiede un passaggio aggiuntivo prima di procedere con la ricostruzione.

È necessaria una devitalizzazione (chiamata anche trattamento canalare o endodonzia): si elimina il tessuto nervoso compromesso, si puliscono e sagomano i canali all’interno della radice, e si sigillano con un materiale biocompatibile. Solo dopo il dente è pronto per la fase ricostruttiva: tipicamente un perno (per ancorare la ricostruzione alla radice) e una corona protesica che lo ripristina completamente.

Frattura alla radice: quando il dente non è più salvabile

Nei casi più gravi — quando la frattura si estende sotto la gengiva o arriva alla radice — il dente può non essere recuperabile. In questi casi la valutazione è definitiva: si procede all’estrazione.

«Nei casi più gravi, quando la frattura arriva sotto la gengiva o si estende alla radice, il dente potrebbe non essere più recuperabile», spiega il Dott. Bortolotti.

Dopo l’estrazione si apre la fase di riabilitazione: le opzioni principali sono l’impianto dentale (la soluzione più simile al dente naturale), il ponte fisso che si appoggia ai denti adiacenti, oppure una protesi mobile. Il piano di riabilitazione viene definito insieme al paziente in base alla situazione clinica, all’età e alle preferenze personali.

F.A.Q. pazienti

Ho rotto un pezzo di dente ma non fa male: devo andare subito dal dentista?

Sì, anche se non c’è dolore. Una frattura asintomatica può coinvolgere la dentina o avvicinarsi al nervo senza causare dolore immediato, ma si può approfondire nel tempo o creare sensibilità ai cibi freddi o caldi. Prima si interviene, più semplice e meno invasivo è il trattamento.

Quanto tempo ci vuole per ricostruire un dente rotto?

Dipende dall’entità della frattura. Un restauro in composito si completa in una sola seduta. Un inlay, un onlay o una capsula richiedono generalmente due sedute: una per la preparazione e l’impronta, una per il fissaggio definitivo del manufatto. Se è necessaria anche la devitalizzazione, si aggiungono le sedute del trattamento canalare. La durata complessiva sarà valutata dal dentista al momento della prima visita.

La devitalizzazione è dolorosa?

No: si esegue in anestesia locale e il paziente non avverte dolore durante la procedura. Nelle ore successive alla seduta può esserci una lieve sensibilità o fastidio, in genere gestibile con antidolorifici. Il timore della devitalizzazione è spesso superiore alla realtà dell’esperienza.

Se estraggo il dente, qual è la soluzione migliore per sostituirlo?

L’impianto dentale è generalmente considerato la soluzione più simile al dente naturale: non coinvolge i denti adiacenti e ha una durata molto lunga nel tempo. Il ponte fisso è un’alternativa valida quando i denti accanto sono già compromessi o necessitano di essere ricoperti. La protesi mobile è un’opzione quando le condizioni anatomiche o altre ragioni rendono le soluzioni fisse non praticabili. La scelta migliore si definisce con una visita di valutazione.

Dove eseguiamo questo trattamento

La diagnosi e il trattamento del dente fratturato — dal restauro in composito all’implantologia — sono disponibili presso Dentalcoop Bologna, dove opera il Dott. Filippo Bortolotti. Per la disponibilità nelle altre sedi della rete Dentalcoop consulta l’elenco completo delle cliniche.

Hai rotto un dente e non sai da dove iniziare?

Prima viene la visita di valutazione: solo con un esame clinico e, se necessario, una radiografia è possibile capire l’entità della frattura e definire il percorso di cura più adatto. Non aspettare che il fastidio diventi dolore.

Prenota la tua visita presso Dentalcoop Bologna.

L’autore

Il Dott. Filippo Bortolotti Sartori ha conseguito la Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria presso l’Università degli Studi di Bologna (UNIBO). Presso lo stesso ateneo bolognese ha frequentato anche un Master universitario in chirurgia e implantologia. Attualmente ricopre anche il ruolo di Direttore Sanitario presso la struttura Dentalcoop di Carpi.

Iscritto all’Albo degli Odontoiatri di Bologna n. 01793

Disclaimer medico

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente divulgative e non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o la terapia di un medico odontoiatra qualificato. Ogni situazione clinica è unica: prima di intraprendere qualsiasi trattamento odontoiatrico è indispensabile una visita di valutazione presso uno studio dentistico autorizzato.

I trattamenti descritti in questo articolo sono eseguiti nei centri Dentalcoop da medici odontoiatri iscritti all’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri competente per territorio, nel rispetto della normativa vigente.

 

Pubblicato il: 28-07-2026 · Ultima revisione: 28-07-2026