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I canini: perché si chiamano così?

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Per gli Antichi Greci, la parola kynodontes era usata per riferirsi a «quei denti molto simili ai denti dei cani»; una volta tradotta in latino con dentes canini, questa dicitura è giunta inalterata fino a noi. Successivamente ci furono dei tentativi di “de-animalizzare” questi denti, proponendo nomi come dentes ocularii (“denti oculari”) o dens cuspidati (“dente cuspidato”). Questi non riuscirono mai a sostituire il vecchio nome: evidentemente il “canino” era migliore, con il suo ricordarci il nostro legame con un passato selvaggio.

 

 

 

 

Come sono fatti i nostri canini?

 

In effetti, al di là del nome, i canini (che sono 4, 2 superiori e 2 inferiori, ai lati degli incisivi) hanno delle caratteristiche che li rendono i denti più rappresentati nel mondo della letteratura e del cinema: la loro forma si è evoluta per tenere ferma la carne dentro cui affondavano, e per rompere superfici dure come quelle delle ossa degli animali. Le loro radici dentali sono più lunghe e grosse di quelle degli altri denti e, nei canini della mascella (quelli superiori), la radice crea addirittura un pronunciato rigonfiamento nella gengiva. Tutto questo fa dei canini i nostri denti più stabili e più lunghi, con la loro sporgenza oltre la linea del resto dell’arcata.

 

 

 

 

Dei denti animaleschi…

 

Tutti abbiamo presente la “Tigre dai denti a sciabola” del cartone l’Era Glaciale, e con lei i canini dei grandi felidi, dei lupi, degli orsi; animali che associamo istintivamente con la forza e l’aggressività. Ma non sempre realizziamo che i più lunghi canini di un animale terrestre sono quelli inferiori dell’Ippopotamo, che raggiungono i 50 cm di lunghezza.

Il record mondiale poi, appartiene al Narvalo, la balena artica famosa per il suo “unicorno”, in realtà un canino destro che può raggiungere anche i 3 m!

 

 

 

 

Attenti a come li pulite!

 

In conclusione, abbiate cura dei vostri canini, ma state attenti a non essere troppo rudi durante i passaggi con lo spazzolino: la maggior parte dei casi di ritiro delle gengive avviene alla base degli incisivi inferiori e, per l’appunto, dei canini superiori, dato che il rigonfiamento causato dalla radice dei denti, rende la gengiva particolarmente soggetta ad una scorretta tecnica di spazzolamento.