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Protesi mobile

Le protesi mobili

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Da quando l’umanità ha iniziato il suo lento e faticoso percorso civilizzatore l’esigenza di sostituire i denti caduti è sempre stata presente. Infatti, purtroppo o per fortuna, non siamo squali, alligatori o un’altra specie di animale polifiodonte, e nel corso della nostra vita affrontiamo unicamente due cicli di dentizione, quello dei “denti da latte” e quello dei denti permanenti. Va da sé che per donne e uomini perdere dei denti in età adulta è sempre stata una considerevole seccatura, per ragioni di salute, di alimentazione e anche estetiche. È esattamente questo il motivo per il quale, nei secoli, sono state messe a punto le protesi mobili.

 

 

Le protesi dentarie

 

Proprio per sostituire uno o più denti mancanti è stata dunque inventata la protesi dentale, ovvero quel manufatto posto in bocca a sostituzione di un dente mancante o per nascondere alcuni difetti estetici (il caso delle faccette).

 

Le protesi dentarie si dividono in più categorie a seconda delle esigenze del paziente: corone dentali, impianti, ponti, dentiere di vario genere.

 

Le dentiere, per l’appunto, sono anche chiamate protesi mobili, l’oggetto del nostro articolo. “Mobili” perché, a differenza, per esempio, di una corona o di un’arcata fissata su impianti (Toronto bridge), sono rimovibili autonomamente da chi le indossa; solitamente per dormire o per effettuare l’igiene quotidiana.

 

Infatti, in caso di perdita di numerosi denti, gli impianti protesici fissi non sono sempre fattibili, sia per l’inadeguatezza dell’osso che dovrebbe sostenere gli impianti, sia per il rifiuto del paziente (spesso anziano) ad affrontare l’operazione chirurgica.

 

 

Le dentiere e le altre protesi mobili

 

protesi
protesi

Le classiche dentiere consentono al paziente di ottenere in breve tempo e senza interventi una bocca nuovamente funzionale ed esteticamente apprezzabile. Questo tipo di protesi è spesso utilizzato dalla popolazione anziana che non ha abbastanza tessuto osseo per gli impianti.

 

Le protesi mobili sono concepite per restituire la masticazione e la fonazione. Inoltre, sono un’ottima soluzione estetica che migliora la qualità della vita ad un prezzo economico. Vediamo adesso come si distinguono tra loro i vari tipi di protesi mobili:

 

 

  • Protesi parziale-scheletrato-nylon

 

Le protesi parziali mobili vengono proposte in caso di caduta di alcuni denti ma non di tutti, e sono concepite per agganciarsi ai denti naturali rimanenti. “Ponti dentali mobili” è un sinonimo.

 

Lo scheletrato, invece, pur dovendo assolvere al medesimo compito della protesi parziale, ha una struttura in metallo che serve soprattutto a dare maggiore stabilità alla protesi durante la masticazione. Entrambe queste soluzioni sono economiche ma con un’efficacia sicura e provata nei decenni.

 

L’ultima realizzazione della tecnica in questo particolare campo sono le protesi flessibili in Nylon; utilizzando il Nylon come materiale di supporto si ottiene una protesi molto leggera, flessibile, e senza ganci metallici che alla lunga potrebbero danneggiare i denti sani rimasti.

 

 

  • Dentiera

 

Per molti anni le protesi preferite dagli italiani, le dentiere sono realizzata con una base di resina rosa (per somigliare alle gengive naturali) sulla quale sono inserite le corone dei denti artificiali. La parte della mascella (quella sopra), una volta indossata copre l’intero palato, mentre la parte inferiore (mandibola) è a forma di ferro di cavallo, per non ostacolare la lingua.

 

 

L’igiene delle protesi mobili

 

Ricordiamo che le protesi mobili non escludono una corretta igiene orale, che deve continuare ad essere praticata anche oltre la caduta dell’ultimo dente naturale. Bisogna usare lo spazzolino ogni volta che viene rimossa la protesi; lo spazzolamento va fatto anche sulla lingua, il palato e l’interno delle guance.

 

Quando si pulisce la dentiera è sempre meglio non utilizzare acqua troppo calda, dato che potrebbe danneggiare la base in resina alterandone la forma. Candeggina o prodotti a base Cloro non dovrebbero essere usati per non danneggiare le parti metalliche della protesi; spazzolando la dentiera per eliminare i residui di cibo è meglio non usare spazzolini con setole dure, che a lungo andare potrebbero danneggiare la protesi.

 

Se, infine, noterete degli accumuli di tartaro, non provate a rimuoverli a casa; sono molto duri e nel tentativo di distruggerli rischiereste di rovinare la dentiera. Li frantumerà il dentista alla prossima visita programmata, esattamente come in una pulizia dentale professionale.