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L’idropulsore dentale per pulire le protesi

Idropulsore

L’idropulsore dentale per pulire le protesi

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Sostituire i denti naturali con impianti dentali o protesi mobili, che si tratti di un dente singolo, di più denti, o di tutta un’arcata, è un investimento significativo sia mentalmente/fisicamente che finanziariamente. È importantissimo quindi non compromettere il lavoro che è stato fatto e consentire che le protesi durino il più a lungo possibile, accompagnandoci anche per tutto il resto della vita. Per questo la pulizia regolare è fondamentale per garantire la “salute” delle protesi. Lo ripetiamo: la sostituzione dei denti naturali con delle protesi non comporta la fine delle buone pratiche di igiene orale. Tra i vari metodi di igiene orale si sta affermando anche quello dell’irrigatore orale, ovvero l’idropulsore dentale per pulire le protesi. Vediamo se e come utilizzarlo.

 

 

 

Le gengiviti nei pazienti con protesi

 

Poiché, a causa dell’invecchiamento della popolazione occidentale, il numero di impianti dentali e di dentiere fissate su impianti è in costante aumento, le malattie dei tessuti attorno all’impianto stanno diventando più frequenti.

La più comune è la gengivite perimplantare, che si riscontra in almeno la metà di tutti i pazienti con impianti. La gengivite è l’infiammazione dei tessuti molli gengivali senza perdita di osso di supporto, con sanguinamento al sondaggio e con segni visivi di infiammazione come gonfiore e arrossamento. La gengivite, se non trattata, può evolvere in malattia parodontale con progressivo ritiro di tessuto molle e volume osseo fino alla perdita dell’impianto.

 

 

L’importanza di pulire la dentiera

 

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Da notale che anche la pulizia della dentiera dev’essere particolarmente accurata, al pari degli impianti singoli.

 

  • In caso di dentiera tradizionale i depositi di placca non rimossa si trasformano rapidamente in tartaro. La conseguenza più visibile è estetica. Inoltre il tartaro causa l’alito cattivo e la proliferazione di batteri patogeni che possono causare uno stato infiammatorio cronico delle gengive. L’infiammazione accelera il recesso osseo e comporta conseguenze anche sullo stato di salute generale.

 

  • Per le dentiere fissate su impianti (overdenture) invece vale ancora di più il discorso precedente riguardo agli impianti singoli; una dentiera non pulita è facile che causi l’infezione dei tessuti intorno agli attacchi che spuntano dalla gengiva con il rischio di compromissione totale dell’impianto protesico.

 

 

 

Quale utilizzo per l’idropulsore?

 

La causa principale della gengivite è quindi l’accumulo di placca sulle pareti delle protesi causata da un’igiene non ottimale. In realtà i metodi raccomandati per la pulizia domiciliare della bocca con protesi non differiscono da quelli tradizionali; spazzolino e anche filo interdentale o scovolini nel caso di impianti singoli, esattamente come con i denti naturali.

 

La novità è l’utilizzo dell’idropulsore, ovvero un dispositivo simile ad uno spazzolino elettrico ma che invece di una testina rotante con le setole dello spazzolino, presenta un ugello dal quale fuoriesce un getto d’acqua ad alta pressione.

 

 

L’idropulsore colpisce i depositi di placca con un getto d’acqua in grado di rimuovere i residui di cibo senza però danneggiare le gengive, anche se in caso di gengivite potrebbero comunque sanguinare.

 

L’utilizzo dell’idropulsore che consigliamo per la pulizia di impianti e dentiere è coadiuvante di quello di spazzolino e filo interdentale/scovolino, quindi non sostituente. Infatti l’azione meccanica di rimozione dei residui di cibo e di placca batterica di questi strumenti non può essere completamente sostituita. Tuttavia l’irrigatore orale può aiutare soprattutto le persone anziane, che iniziano ad avere una ridotta manualità e uno scarso controllo dei movimenti fini delle mani. In questi casi l’idropulsore concorre effettivamente a mantenere una bocca sana e delle protesi pulite.

 

L’idropulsore può quindi certamente essere d’aiuto sia per pulire gli spazi tra gli impianti dentali singoli, sia per la pulizia serale della dentiera. Attenzione però a come si dirige il getto; il flusso dell’acqua va indirizzato dalla gengiva verso l’esterno. Altrimenti si rischia di spingere i depositi di placca ancora più a fondo nel solco tra impianto e gengiva.