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Otturazioni dentali: amalgama o composito?

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La carie è spesso il primo problema di salute dentale che si incontra nella vita; una patologia che ogni anno viene affrontata da moltissime persone. Basti pensare che ogni anno, in Italia, si eseguono più di 20 milioni di otturazioni; un mercato vastissimo, dove c’è spazio per numerose soluzioni.

Se la procedura per curare una normale carie è sempre la stessa (rimozione meccanica del tessuto infetto e pulizia della cavità, preparazione della superficie da coprire, riempimento per ricostruire il volume originario), il materiale per eseguire l’otturazione varia a seconda del tipo di carie e delle esigenze del paziente. Vediamo quali sono le principali proposte sul mercato, per poter avere un primo sommario orientamento.

 

 

 

Amalgama (colore argento)

Il metodo “storico” per le otturazioni (diffuso fin dall’800) e oggi sempre meno utilizzato per ragioni estetiche e sanitarie. L’amalgama è una lega di Mercurio con altri metalli, e la piccola dispersione gassosa giornaliera che si produce da una otturazione è potenzialmente pericolosa per la salute anche se non esiste ancora una parola definitiva sull’argomento. Oggi l’utilizzo di questo materiale, su bambini e donne incinta, incontra alcune restrizioni legali. Un ulteriore risvolto negativo è quello di una possibile reazione allergica ad uno dei metalli presenti nella lega. Tuttavia, seppur in disuso, mantiene ancora l’innegabile vantaggio di una lunghissima durata.

conservativa
conservativa

 

 

 

 

Composito (colore bianco)

La ricerca di un’otturazione che fosse invisibile, nel senso che si mimetizzasse con il colore naturale del dente, portò alla messa a punto del composito: si tratta di una vastissima classe di resine sintetiche in cui sono “annegate” particelle di Vetro, Quarzo, Silicio, in percentuali variabili a seconda del colore desiderato. Caratteristico di questo metodo è l’indurimento finale della resina che si ottiene tramite la luce di lampade alogene.

 

 

 

 

Un elemento ormai in disuso: l’oro

L’elemento prezioso per antonomasia, storicamente utilizzato in odontoiatria per la sua malleabilità e biocompatibilità; con l’oro si realizzano otturazioni resistenti e durevoli, mentre l’aspetto estetico è soggetto al contesto culturale in cui si vive e ai gusti personali. L’oro richiede una particolare abilità manuale da parte del dentista, ma ormai è quasi totalmente inutilizzato in favore di altre soluzioni esteticamente più simili ai denti naturali.