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Scanner 3D

Scanner 3D, verso l’odontoiatria del futuro!

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Digitale”, la parola magica che definisce il nostro secolo e che ogni giorno arriva a cambiare pratiche che si credevano consolidate. Anche l’odontoiatria è sempre più coinvolta in questa rivoluzione tecnologica e lo scanner 3D ne è una prova immediata e tangibile. Qui di seguito proveremo a familiarizzare con questo strumento che, inevitabilmente, sarà sempre più presente negli studi dentistici.

 

Per un dentista, fino a non molto tempo fa, il metodo standard per studiare una dentatura era effettuare un’impronta in alginato o silicone, aspettare che si indurisse, staccarla dall’arcata e poi, sul negativo, spalmare del materiale (per esempio del gesso) che indurendosi a sua volta avrebbe restituito l’esatta forma dei denti del paziente.

 

Era un metodo economico ed affidabile, ma abbastanza laborioso e che comportava un certo disagio fisico per il paziente; oggi la tecnica tradizionale, negli studi più all’avanguardia, sta venendo progressivamente sostituita dall’utilizzo dello scanner intraorale 3D.

 

 

 

Di cosa si tratta?

protesi
protesi

 

Lo scanner 3D è composto da un dispositivo (lo scanner vero e proprio) che serve da fonte di luce e che viene tenuto in mano dal dentista per essere inserito nella bocca del paziente, un cavo di collegamento, un computer sul quale è presente un software che crea l’immagine 3D della bocca, che verrà immediatamente generata sullo schermo. A differenza della più semplice telecamera intraorale, che ha prettamente una funzione diagnostica e di ingrandimento, lo scanner 3D ha un’utilità anche in fase clinica e di trattamento.

 

Questa procedura non utilizza in nessun caso alcuna radiazione Ionizzante (come i Raggi X) e quindi non incorre nelle controindicazioni delle radiografie.

 

L’utilizzo dello scanner 3D ha comportato un sostanziale e immediato miglioramento per il dentista e per il paziente, riassumibile nei punti seguenti:

 

 

  • Disagio fisico per il paziente (soprattutto se bambino) ridotto al minimo.
  • Velocità nell’ottenere un’immagine accurata con minore perdita di tempo per procedure non strettamente inerenti la diagnosi e la cura.
  • Riduzione dell’uso di materiali consumabili e della produzione di rifiuti.
  • Più facile partecipazione del paziente al processo di diagnosi e quindi, in prospettiva, maggiore comprensione e collaborazione alla cura.
  • Più immediata comunicazione del dentista con l’odontotecnico o con un collega per un eventuale consulto.

 

 

 

Ma è affidabile?

 

Nonostante l’introduzione di una nuova tecnica incontri sempre una certa resistenza da parte di chi era abituato, magari da decenni, ha utilizzare il vecchio metodo delle impronte, l’evidenza dimostra che le immagini 3D ottenute da scanner intra-orale sono accurate quanto quelle tradizionali. Tale immagini inoltre sono utilizzabili sia per i casi studio e sia per la realizzazione di corone e protesi dentali.