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Fai sport? Non dimenticare il sorriso!

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Nello sport sono apprezzate qualità come forma fisica, coraggio, grinta e onestà, ma ci sono anche delle discipline dove mostrare un sorriso smagliante è molto importante. Si tratta di sport nei quali per decretare il vincitore è decisivo il giudizio di una commissione di giudici e il sorriso.

 

Anche se questo non fa parte della prestazione da valutare, è considerato importante per impressionare positivamente i giudici sfruttando una specie di “trucco” psicologico:

 

 

“se sorride dopo aver fatto una cosa difficile vuol dire che è brava/o e merita un giudizio più positivo che se concludesse l’esercizio con una smorfia di fatica”!

 

Inoltre c’è un altro motivo affine ma sottilmente differente: se si sorridesse solo dopo aver fatto qualcosa che lascia l’atleta soddisfatto, il pubblico e i giudici capirebbero ancora più chiaramente se qualcosa nell’esercizio è andato storto, mentre così si spera di far notare di meno le eventuali minime sbavature della prova.

 

È una sorta di piccolo diversivo del quale sono tutti consapevoli, ma che tuttavia mantiene comunque una certa efficacia!

 

 

Il sorriso anche sul ghiaccio: pattinaggio artistico

conservativa
conservativa

 

 

Sport che si può praticare sia su rotelle che su ghiaccio, ma è in quest’ultima variante che è diventato più popolare grazie al suo inserimento nel programma dei Giochi Olimpici invernali. Noi italiani lo conosciamo bene soprattutto grazie alla bolzanina Carolina Kostner, bronzo ai Giochi di Sochi 2014, dove sfoggiò il più indimenticabile sei suoi bellissimi sorrisi, bagnato da lacrime di una gioia condivisa da tutta Italia.

 

 

Un bel sorriso anche in piscina: nuoto sincronizzato (dal 2017 Nuoto artistico)

 

 

L’ultimo ad essere riconosciuto come sport acquatico dal Comitato Olimpico (gli altri sono nuoto, pallanuoto, tuffi), è il risultato dell’unione tra nuoto, danza, ginnastica. Le sue origini sono particolari, perché hanno più a che fare l’intrattenimento che con lo sport; sta di fatto che oggi è una disciplina che richiede grandissima forza e resistenza, perfetta coordinazione e sincronizzazione con musica e eventuali compagni di squadra.

 

 

Il sorriso nella ginnastica artistica

 

 

Uno sport antico almeno quanto il suo nome, che nell’Antica Grecia identificava l’edificio (il ginnasio) nel quale i giovani si esercitavano. L’aggettivo “artistica” è stato aggiunto nel XIX secolo per distinguerla da quella praticata per esigenze militari. Da allora è divenuto uno sport popolarissimo diffuso in tutto il mondo, che ha creato autentiche superstar come “Little Miss Perfect” Nadia Comaneci; la stella rumena curiosamente si guadagnò quel soprannome (“signorina perfettina”) proprio perché nelle sue prime esibizioni non sorrideva mai: evidentemente non ne aveva bisogno!

 

 

Un ultimo sport che non poteva proprio mancare: la ginnastica ritmica

 

 

Combinazione di ginnastica e danza, come tutti gli sport che si praticano accompagnati dalla musica, sviluppa nell’atleta i più alti livelli di armonia corpo-mente.  La scuola italiana è molto buona, com’è testimoniato dai risultati della nostre “Farfalle”: argento ad Atene 2004 e bronzo a Londra 2012.

 

Speriamo di vedere altri sorrisi alle prossime Olimpiadi di Tokyo 2021!