Come funziona la sterilizzazione degli strumenti

Sterilizzazione

Come funziona la sterilizzazione degli strumenti

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Disinfezione e sterilizzazione non sono sinonimi!

Prima di affrontare nello specifico questo argomento, è doveroso fare un po’ di chiarezza sulla differenza tra “sterilizzazione” e “disinfezione”. Infatti, nell’uso comune, spesso questi 2 termini sono usati come intercambiabili mentre in realtà non è così:

• Disinfezione = procedimento che mira a distruggere ogni microrganismo patogeno presente su un determinato ambiente o superficie (spore escluse)
• Sterilizzazione = Procedimento che mira a distruggere tutte le forme di vita presenti su un determinato ambiente o superficie (spore incluse).
La sterilizzazione è un passo fondamentale per poter riutilizzare strumenti che sono entrati in contatto con saliva, sangue e altri fluidi/tessuti biologici di un paziente.

Lo scopo è quello di interrompere la catena infettiva tra le persone che si siedono sulla poltrona del dentista, garantendo un ambiente sano e sicuro ai pazienti, ai dentisti e ai loro collaboratori.

Cosa sterilizzare?

La sterilizzazione è necessaria per tutti quegli strumenti che penetrano i tessuti molli e quelli duri (ossa/denti), quali bisturi, scaler, testine del trapano, ecc.

conservativa
conservativa

È anche indicata per tutti quegli strumenti che non penetrano i tessuti ma che comunque vengono in contatto con parti del cavo orale, come gli specchietti. Tuttavia in questi casi è possibile anche la pulizia con un disinfettante di alta efficacia.

Il metodo più praticato per la sterilizzazione è quello dell’utilizzo di un’autoclave a vapore, dentro alla quale il calore del vapore unito all’alta pressione ottengono il risultato di deattivare tutto il materiale biologico. Naturalmente è importante che l’autoclave sia certificata e perfettamente funzionante, dato che insufficienti livelli di vapore rendono inefficace la procedura, che per essere definita tale deve essere completa e comportare la distruzione totale di batteri, spore, protozoi, prioni, virus e funghi.

In ogni caso, gli operatori medici devono sempre tenere presente che non basta mai inserire semplicemente gli strumenti nell’autoclave per ottenere la sterilizzazione. E’ necessaria infatti anche una preliminare rimozione meccanica dei detriti presenti sugli strumenti, perché il non farlo potrebbe lasciare sacche di protezione per il materiale biologico presente.

Sterilizzato e sterile, la stessa cosa?

Un’ultima nota lessicale va fatta sulla differenza tra “sterilizzato” e “sterile”:

• Sterilizzato è considerato lo strumento sottoposto a processo di sterilizzazione senza la sua confezione e poi riposto per essere pronto all’uso in modo da minimizzare il rischio di contaminazione ambientale

• Sterile è lo strumento ispezionato, pulito, confezionato e poi sottoposto a sterilizzazione dentro uno strumento progettato per sterilizzare strumenti confezionati. Per mantenere lo status di sterile uno strumento deve essere tenuto nella confezione chiusa fino ad immediatamente prima dell’utilizzo