La storia dell’odontoiatria (parte 2)

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La storia dell’odontoiatria (parte 2)

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La fondamentale figura di Pierre Fauchard

 

Riprendiamo la storia dell’odontoiatria da Pierre Fauchard. Come accennato nel capitolo I, la figura del medico francese Pierre Fauchard (1678 – 1761) è di un’importanza fondamentale per lo sviluppo successivo della pratica dentistica. Iniziò a lavorare come chirurgo dall’età di 15 anni, quando si arruolò nella Marina da Guerra francese. Nei lunghi periodi in cui fu imbarcato, ebbe modo di osservare gli effetti dello Scorbuto. Una malattia potenzialmente mortale e all’epoca molto diffusa tra gli equipaggi. Causata dalla carenza di Vitamina C, si manifesta con un’infezione gengivale e la perdita dei denti. Sintomi che attirarono l’attenzione del giovane praticante che decise di dedicare le sue attenzioni alla cura della bocca.

Una volta lasciata la Marina, aprì quindi quello che può essere considerato il primo studio dentistico moderno. Pierre cominciò ad applicare razionalmente i risultati dei suoi studi in anatomia e fisiologia orale. Tramandò la sua esperienza nel libro summa del suo genio, “La chirurgia dentistica”.  Nel libro, per esempio, viene stabilito che non esiste alcun “verme delle carie” ma che queste sono causate dallo zucchero.

Da allora l’odontoiatria iniziò il suo cammino fatto di spettacolari successi .Immaginando  un mondo non troppo distante nel futuro, in cui la maggior parte della popolazione umana può godere di una dentatura efficiente e sana.

 

 

 

 

implantologia-dentale
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L’800 e il miglioramento delle protesi

 

Ma nel ‘700 e nell’800 eravamo ancora lontani dall’immaginare un tale obiettivo. I progressi si concentrarono nel creare protesi sempre migliori, passando dalle dentiere fatte di denti animali o umani (esisteva un florido mercato di denti umani!), a quelle fatte di denti di porcellana (attorno al 1800). Pochi decenni dopo, la scoperta della vulcanizzazione della gomma permise l’utilizzo del nuovo materiale anche in odontoiatria come base per le dentiere, favorendo la prima diffusione di massa di questa protesi, prima dai costi proibitivi.

 

 

 

 

 

La strada verso un’anestesia efficiente e non dannosa

 

Nonostante le accresciute conoscenze scientifiche, gli interventi dei dentisti continuavano ad incorrere esattamente nello stesso problema che affliggeva i pazienti fin dalle prime trapanazioni con punte di selce del Neolitico: il dolore.

Questa grande barriera iniziò ad essere superata a metà ‘800. Nel 1846 infatti, il dentista americano William Green Morton dimostrò che il gas Etere poteva essere utilizzato con successo per anestetizzare un paziente durante un’operazione ai denti. Da allora, grazie ai sempre più importanti successi della Chimica, iniziò una corsa a scoprire la sostanza più adatta, attraverso varie fasi che videro l’utilizzo, per esempio, del Cloroformio o della Cocaina!

Oggi, per fortuna, i dentisti godono di un’ampia scelta di farmaci anestetici, sia sotto forma di gas che per iniezione. Questo permette anche alle tecniche più invasive sviluppate nel frattempo (es. gli impianti zigomatici) di poter essere eseguite in piena sicurezza.